Eolico Offshore nel Canale di Sicilia, il WWF lancia l'allarme sul progetto Med Wind

Il WWF, ente gestore delle Saline di Trapani, invia una dura missiva per bloccare l'eolico Med Wind

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
20 Marzo 2026 14:49
Eolico Offshore nel Canale di Sicilia, il WWF lancia l'allarme sul progetto Med Wind

Il futuro energetico della Sicilia occidentale si appresta a vivere una trasformazione radicale che agita le acque del Canale di Sicilia. Al centro della disputa c’è il progetto "Med Wind", un imponente piano per la realizzazione di quattro parchi eolici offshore denominati Grecale, Scirocco, Tramontana e Maestrale. Il WWF Italia, attraverso l'Ente gestore della Riserva "Saline di Trapani e Paceco", ha presentato un duro atto di opposizione (datato gennaio 2026)  indirizzato alla Capitaneria di Porto di Trapani e, per conoscenza, al Ministero dell’Ambiente, alla Commissione PNRR-PNIEC e ai Sindaci di Petrosino, Alcamo, Mazara del Vallo e Marsala, Favignana, Trapani, Partanna, Castelvetrano, Partinico, Balestrate, denunciando rischi ecologici definiti insostenibili.

Il progetto prevede l'installazione di 190 turbine galleggianti giganti, posizionate nello specchio di mare al largo della località Biscione e delle isole Egadi. Si tratta di strutture basate su piattaforme galleggianti progettate per operare a profondità fino a 830 metri. Nonostante le rassicurazioni iniziali sulla loro invisibilità, i dati tecnici smentiscono questa narrazione: con un’altezza di ben 327,5 metri — superiore alla Tour Eiffel, per intenderci — queste turbine saranno chiaramente percepibili dalle alture di Erice, dal castello di Santa Caterina a Favignana e da diverse zone del marsalese, alterando irreversibilmente un paesaggio che è patrimonio d'identità culturale e biodiversità.

La critica dell'Ente gestore riguarda la sopravvivenza della fauna selvatica. L'area interessata è un passaggio obbligato internazionale per le rotte migratorie tra Europa e Africa. La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco e la ZPS/ZSC "Saline di Trapani e Marsala" si troverebbero di fronte a un "effetto barriera" micidiale: specie protette come il Fenicottero rosa e il Falco pescatore rischierebbero collisioni costanti con le pale in movimento, un rischio che il progetto non ha valutato adeguatamente, tenuto conto che i quattro impianti eolici off-shore risultano inoltre localizzati a una distanza indicativa compresa tra circa 50 e 75 km dalla Riserva Naturale Orientata “Saline di Trapani e Paceco”, nonché dai siti della Rete Natura 2000 ZPS ITA010028 e ZSC ITA010007, aree di riconosciuta importanza internazionale per l’avifauna migratrice e per la conservazione degli habitat costieri.

Considerato pure che gli elaborati cartografici riportano la presenza nell’area vasta di riferimento e lungo i tracciati di connessione a terra, i numerosi siti di elevato valore ambientale tra cui: siti RAMSAR, Important Bird Areas (IBA), Zone di Protezione Speciale (ZPS), Zone Speciali di Conservazione (ZSC), parchi e riserve naturali regionali, nonché l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.

Per la contiguità geografica e le identiche criticità, le presenti osservazioni comprendono tutti gli impianti e pertanto sono riferite al progetto complessivo dei 4 impianti, si legge nel documento.I progetti in oggetto, si collocherebbero lungo una rotta migratoria di importanza internazionale per l’avifauna: è noto, infatti, il ruolo della Sicilia occidentale come “collo di bottiglia” migratorio per centinaia di specie, molte delle quali con diversi livelli di tutela internazionale nonché di elevata vulnerabilità e obbligo di tutela in ogni fase del ciclo biologico, migrazione inclusa.

In questo scenario, il Comune di Petrosino emerge come il perno fisico dell'intera operazione. È qui che il progetto "tocca terra": il litorale petrosileno è stato designato come il sito di approdo dei cavidotti sottomarini che trasporteranno l'energia prodotta in mare aperto. Per Petrosino, questo significa diventare un polo energetico forzato, con ripercussioni pesanti come:

- Impatto costiero: l'area di approdo interesserà circa 673 mq di demanio marittimo costiero, con scavi invasivi e infrastrutture permanenti in un territorio già fragile.

- Servitù di passaggio: i cavidotti dovranno attraversare il territorio comunale per chilometri per raggiungere le stazioni elettriche di conversione di Alcamo e lo snodo di Partanna, con potenziali interferenze sulle pregiate colture agricole locali e sul paesaggio rurale.

- Pressione sugli ecosistemi: la posa dei cavi e il traffico navale necessario alla manutenzione per i prossimi 40 anni minacciano la piccola pesca locale e l'equilibrio dei fondali antistanti il litorale.

C'è pure l'incognita sulla ZPS Margi Nespolilla e il silenzio delle istituzioni: la preoccupazione più sentita riguarda il tracciato dei cavi terrestri, ci si augura fermamente che l'infrastruttura non vada a interessare la Zona di Protezione Speciale (ZPS) di Margi Nespolilla. Un passaggio in quest'area protetta comporterebbe danni gravissimi: la distruzione di habitat umidi rari, il disturbo acustico e vibrazionale letale per le specie nidificanti e l'alterazione degli equilibri idrogeologici di una zona umida estremamente delicata. Nonostante la gravità di questi rischi, si registra un preoccupante silenzio da parte delle istituzioni locali e regionali, che non sembrano aver preso una posizione chiara a tutela di questo specifico sito protetto.

Le critiche evidenziano uno squilibrio profondo tra costi ambientali e benefici reali. Si profila un modello di "estrazione" energetica: il territorio di Petrosino e il mare delle Egadi forniscono lo spazio e subiscono l'impatto industriale, ma l'energia prodotta non resterà sul posto. Mentre le isole continueranno a dipendere da vecchie centrali e i cittadini siciliani non vedranno riduzioni in bolletta, l'elettricità verrà immessa nella rete nazionale per essere consumata altrove.

Il WWF, nel documento, contesta la richiesta di una concessione demaniale della durata di ben 40 anni — un vincolo che ipoteca il futuro di due generazioni — mentre le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di Incidenza (VIncA) sono ancora in corso. L'area interessata è un "collo di bottiglia" vitale per le rotte migratorie internazionali di specie come il Fenicottero rosa e il Falco pescatore; concedere l'uso esclusivo di un bene pubblico prima di averne accertato la compatibilità ecologica viene considerato un errore procedurale e ambientale gravissimo.

Mentre per ciò che riguarda le Egadi, online è attiva una petizione (https://secure.avaaz.org/community_petitions/it/ministero_della_transizione_ecologica_e_ministero__no_al_mega_impianto_eolico_offshore_nelle_egadi_si_alleolico_sostenibile/) per chiedere il blocco del progetto, resta fermo il dovere della politica di uscire dal silenzio. 

Anche a termini scaduti per le osservazioni formali, la voce di Petrosino e dei comuni limitrofi rimane l'unico argine democratico per garantire che il futuro della costa non venga deciso sopra la testa dei cittadini, dei pescatori e degli agricoltori.

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