Svolta nel “caso Denise”: spuntano due nuove testimonianze

Parlano l’uomo autore della lettera anonima e un ex collega di Anna Corona. Per l’ex pm Angioni “Denise è viva…”

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
28 Maggio 2021 08:49
Svolta nel “caso Denise”: spuntano due nuove testimonianze

Le novità degli ultimi giorni relative al “caso Denise” sembrano aver dato una svolta alle indagini che nei giorni scorsa la Procura di Marsala aveva riaperto per fare luce sulla scomparsa (si può affermare con certezza che si è trattato di un rapimento), il primo settembre 2004, della bimba che allora aveva 4 anni davanti la sua casa di via Domenico La Bruna, a Mazara del Vallo .

Nelle ultime ore Giacomo Frazzitta, avvocato dei familiari di Denise Pipitone, avrebbe incontrato l’autore della lettera anonima ricevuta alcuni giorni fa e attraverso la quale la stessa persona (che in quel periodo risiedeva a Mazara del Vallo) avrebbe raccontato di aver visto quel tragico primo settembre Denise Pipitone in un auto, affiancata alla sua, con tre uomini. Secondo il racconto dell’uomo, che soltanto adesso ha avuto il coraggio di parlare, la bimba in quell’auto era certamente Denise, piangeva e urlava “aiuto mamma”.

Ma chi erano i tre uomini che stavano portando via Denise? Forse il nuovo testimone, non più anonimo, avrebbe riconosciuto qualcuno dei tre e avrebbe deciso di non parlare tutto questo tempo per paura di eventuali ritorsioni? La speranza è quella che lo stesso nelle prossime ore possa riferire in Procura, a Marsala, quanto visto e allora il caso Denise potrebbe davvero segnare una svolta.

Nel frattempo nei giorni scorsi si è registrato un altro colpo di scena. Una collega di lavoro di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi ed ex moglie di Piero Pulizzi (padre naturale di Denise Pipitone e, oggi, marito di Piera Maggio), avrebbe confessato di aver falsificato il registro delle presenze e gli orari di entrata e uscita dall’hotel ove lavorava. Sarebbe avvenuto la mattina della sparizione della piccola. “Solo quel giorno primo settembre 2004” Anna Corona le avrebbe chiesto quel favore: mettere al suo posto la firma di uscita in modo che coincidesse con il suo consueto orario di fine turno.

L’ipotesi degli inquirenti è stata sempre che Anna Corona fosse andata via prima del previsto dall’albergo. Un dato molto importante considerato che -alla luce delle vecchie indagini- dove si trovasse Anna Corona quando Denise veniva rapita, non è mai stato chiarito. La perizia grafologica disposta al tempo dalla Procura aveva infatti appurato che qualcuno avesse firmato al posto di Anna Corona (fatto da lei negato) e apposto il suo orario di fine servizio (15:30) sebbene quel giorno la Corona – è agli atti – si fosse allontanata dall’hotel intorno alle 12, dopo avere ricevuto una telefonata da parte della figlia.

Adesso la sua ex collega di lavoro avrebbe sostenuto di avere firmato il registro al posto di Anna Corona falsificando di fatto la sua firma. “La firma è della signora Anna Corona –ha sottolineato, invece, Giacomo Frazzitta, avvocato di Piera Maggio -, l'orario che c'è affianco è stato messo da un'altra persona. Ci siamo resi conto che era un orario identico a quello della collega e abbiamo fatto fare una consulenza grafologica. "Diverse volte ho sentito i colleghi della Corona dire che non riuscivano a ricordarla dopo pranzo", conferma l'ex pm Maria Angioni, che seguì per prima l'inchiesta e che negli ultimi mesi è tornata a sostenere con forza la tesi del rapimento della bambina ad opera di due o più persone, tutte appartenenti alla "famiglia allargata" che gravitava intorno a Piera Maggio e Pietro Pulizzi; nelle scorse ore la stessa Angioni ha affermato che Denise “può essere viva, può essere restituita, ma se i sequestratori sono persone pericolose e violente la vita della ragazza potrebbe essere in pericolo”.

Una commissione d'inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone. È questa la proposta che oggi il Partito Democratico presenterà alla Camera dei Deputati. A presentarla sarà l’on. Alessia Morani che ha dichiarato: “in uno Stato di diritto non è ammissibile che una bambina o un bambino spariscano senza un perché e senza che lo Stato riesca a dire chi e come li ha fatti sparire”.

Francesco Mezzapelle 

In evidenza