Il 23 maggio è una data impressa a fuoco nella coscienza collettiva dell'Italia. Oggi ricorre l'anniversario della strage di Capaci, il tragico attentato mafioso del 1992 in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo -magistrato anche lei- e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
L'esplosione di Capaci, per la sua violenza e le sue modalità terroristiche, ha segnato profondamente l'opinione pubblica, sollevando una reazione d'indignazione di fronte alla brutalità della criminalità organizzata di stampo mafioso. Il lavoro investigativo di Falcone aveva svelato i meccanismi interni e i flussi finanziari di Cosa Nostra, rendendolo l'obiettivo principale della vendetta mafiosa. Il lavoro di Giovanni Falcone ha ridefinito radicalmente i metodi di contrasto alla criminalità organizzata grazie a una visione lungimirante e all'introduzione di strumenti investigativi innovativi con cui il magistrato riuscì a svelare la struttura verticistica e i canali finanziari di Cosa Nostra. Accanto a lui, Francesca Morvillo ha condiviso non soltanto la vita quotidiana e i rischi professionali, ma anche un profondo ideale di giustizia che ha pagato con il medesimo, supremo sacrificio.
Insieme a loro, il pensiero va inevitabilmente agli uomini della scorta. Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo non erano semplici esecutori di un dovere istituzionale, ma giovani servitori dello Stato che incarnavano lo spirito di abnegazione e la consapevolezza del pericolo rappresentando il volto pulito dell'apparato statale che si frappone tra la società civile e la violenza criminale.
In occasione del trentaquattresimo anniversario di quel drammatico evento, la Polizia di Stato ha voluto rendere un solenne omaggio alla memoria delle vittime. Durante una cerimonia istituzionale caratterizzata da una profonda compostezza, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, hanno deposto una corona commemorativa per onorare il ricordo dei cinque servitori dello Stato.
La commemorazione si è svolta nel ricordo e nel pieno rispetto dei valori di legalità che hanno contraddistinto l’esistenza di Falcone, di Morvillo e degli agenti. Questo tributo ufficiale ribadisce la determinazione quotidiana delle istituzioni nel proseguo dell'azione di contrasto alle mafie. Il messaggio emerso dalle cerimonie odierne sottolinea con forza come la lotta alla criminalità organizzata rimanga un percorso aperto e prioritario, alimentato costantemente dall'azione sinergica delle forze dell’ordine, della magistratura e dell'intera società civile, affinché il loro martirio continui a ispirare il futuro delle nuove generazioni.