Una nuova svolta giudiziaria interessa le indagini sulle stragi di Capaci e via d’Amelio. La Procura di Caltanissetta ha depositato una corposa richiesta di archiviazione, circa 400 pagine di atti, riguardante il fascicolo a carico di ignoti focalizzato sul dossier "Mafia-appalti". Questa specifica pista investigativa ha cercato per anni di individuare nel controllo dei grandi appalti pubblici il movente principale che avrebbe spinto Cosa nostra a pianificare ed eseguire gli attentati contro Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte nel 1992.
Il fulcro dell'indagine ora oggetto della richiesta di archiviazione, riguarda in particolare le intercettazioni e i brogliacci trasmessi da Massa Carrara nel 1991. Per lungo tempo questi documenti sono stati ritenuti distrutti o smarriti, ma un recente ritrovamento operato dalla Guardia di Finanza in un archivio di Palermo ha permesso di riaprire temporaneamente il caso. Nonostante il recupero del materiale, i magistrati nisseni sembrano essere giunti alla conclusione che non vi siano elementi sufficienti per procedere ulteriormente in questo specifico alveo investigativo contro ignoti.
Tuttavia, la chiusura di questo filone non mette fine agli accertamenti legati alla gestione di quel dossier. Rimane infatti pienamente attivo il fronte che coinvolge gli ex magistrati Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli. Entrambi sono indagati per favoreggiamento aggravato dall’aver favorito l’organizzazione mafiosa, sebbene per tale reato sia già intervenuta la prescrizione. Per Natoli si ipotizza inoltre il reato di calunnia. L'accusa sostiene che vi sia stato un tentativo di insabbiamento del dossier originale, una tesi che continua a rappresentare uno dei punti più sensibili e discussi dell'intero panorama giudiziario sulle stragi.
Il quadro investigativo si presenta estremamente frammentato e complesso. Oltre al fulcro degli appalti, la Procura ha dovuto dar seguito alle decisioni del Giudice per le indagini preliminari che, per due volte, ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dai Pubblici Ministeri sulla cosiddetta "pista nera" portando la questione fino in Cassazione, dove si attende una decisione definitiva. Il panorama complessivo resta dunque complesso, con diverse verità ancora da accertare. Proprio su questi temi è atteso oggi il Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, per una nuova audizione davanti alla Commissione nazionale Antimafia, durante la quale verranno approfonditi i dettagli tecnici e le motivazioni che hanno portato a queste ultime determinazioni.