L’Interact Club Marsala alla scoperta della legalità: visita alla Procura della Repubblica

I giovani soci guidati dal Procuratore Fernando Asaro e dal Maresciallo Davide Bertolino tra le aule del Tribunale

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
20 Febbraio 2026 19:15
L’Interact Club Marsala alla scoperta della legalità: visita alla Procura della Repubblica

Ci sono luoghi che ti cambiano, la Procura della Repubblica è uno di questi. Quando le porte si sono aperte davanti ai ragazzi dell’Interact Club Marsala accompagnati dalla Delegata del Rotary Valentina Agoglitta, ad accoglierli c’era il Maresciallo Capo Giacomo Davide Bertolino, la cui presenza rassicurante ha accompagnato ogni passo di questa visita. È stato lui a guidare il gruppo dei giovani verso il Procuratore della Repubblica, il dottor Fernando Asaro.

Il dottor Asaro ha il dono raro di rendere comprensibile ciò che sembra lontano. Con chiarezza e parole semplici, ha svelato il volto quotidiano della Giustizia: cosa fa davvero una Procura della Repubblica, come nascono le indagini, quando un fatto diventa ipotesi di reato, quali strumenti si usano per cercare la verità, come si costruisce un’accusa e come si arriva al processo.

Proseguendo la visita con il Maresciallo Bertolino, il gruppo si è fermato davanti alle frasi scritte sui muri del Tribunale — parole lasciate da magistrati che in quei corridoi hanno vissuto, lavorato, creduto. Ogni frase sembrava un’eredità, un monito silenzioso che parlava di dovere, coraggio e speranza.

Il gruppo è poi entrato nell’aula Borsellino, dedicata ai processi più gravi, quelli che richiedono la forza e la responsabilità condivisa di un organo giudicante collegiale. E’ stato mostrato ogni angolo: dove siedono i giudici, dove si trova il pubblico ministero, dove prendono posto gli avvocati della difesa, gli imputati, le parti civili.

Si è poi passati negli uffici della Polizia Giudiziaria. Un mondo spesso invisibile ai più, eppure essenziale: un corpo che lavora in modo autonomo ma in stretto raccordo con la Procura, raccogliendo prove, seguendo piste, cercando verità nascoste.

L’ultima tappa è stata quella che ha lasciato il segno più profondo. Lo Sportello Antiviolenza — spazio di accoglienza e assistenza per le donne e per tutte le vittime di violenza di genere — e la Sala per le audizioni protette, pensata per ascoltare con delicatezza donne e minori in situazioni di estrema vulnerabilità, hanno mostrato agli interactiani un volto della giustizia che non punisce soltanto, ma protegge, ascolta, cura.

E’ stato spiegato tutto con una sensibilità rara, quasi come se ogni parola fosse stata scelta per non ferire ulteriormente chi già ha sofferto. E poi quelle immagini alle pareti: colori, simboli, messaggi di speranza rivolti a chi sta attraversando uno dei momenti più bui della propria vita. Non erano decorazioni. Erano abbracci silenziosi.

I ragazzi escono da questa esperienza diversi da come sono entrati. Più consapevoli, più grati, più responsabili.

Grazie al Procuratore dottor Asaro per la generosità con cui ci ha aperto le porte del suo mondo. Grazie al Maresciallo Capo Bertolino per la guida attenta e umana. Grazie all’intera Procura della Repubblica per aver concesso a noi — semplici visitatori — il privilegio di toccare con mano le istituzioni, di capire come funziona davvero la giustizia, e di vivere momenti che i ragazzi difficilmente dimenticheranno.

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