Il sottosuolo marino al largo della Sicilia ha manifestato una vivace attività geologica tra sabato 14 e domenica 15 febbraio 2026, generando una serie di scosse che hanno tenuto in allerta la popolazione della costa trapanese. Non si è trattato di un evento isolato, bensì di uno sciame sismico localizzato nelle profondità del Tirreno, con una frequenza di episodi tale da sollevare comprensibile apprensione tra i residenti di Trapani, Marsala e delle Isole Egadi.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha tracciato con precisione l’evolversi del fenomeno, che ha avuto inizio nel tardo pomeriggio di sabato. La prima avvisaglia è giunta alle 18:10 con una scossa di magnitudo 2.0 a circa 10 chilometri di profondità. Quello che sembrava un assestamento sporadico si è invece trasformato in una sequenza progressiva, culminata in tarda serata con gli eventi più rilevanti. Alle 22:03 i sismografi hanno registrato un movimento di magnitudo 3.6, seguito poco prima della mezzanotte, alle 23:48, dall’episodio più intenso della notte: una scossa di magnitudo 3.9 localizzata a soli 5 chilometri di profondità.
Proprio la scarsa profondità di quest'ultimo evento ha reso la vibrazione particolarmente netta sulla terraferma. Molti cittadini hanno riferito di aver percepito un sussulto improvviso, breve ma capace di scuotere vetri e suppellettili. Nonostante il timore diffuso, le verifiche effettuate dalle autorità non hanno evidenziato danni a strutture o persone, confermando che l’intensità, seppur avvertibile, è rimasta al di sotto della soglia di pericolosità immediata.
La dinamica non si è placata con l'arrivo della domenica. Durante le prime ore del mattino, precisamente alle 4:04, la terra è tornata a tremare con una magnitudo di 3.7, confermando la persistenza delle tensioni tettoniche nell'area. Un dato interessante è emerso verso l'alba, alle 5:07, quando un ulteriore movimento di magnitudo 2.9 è stato localizzato nei pressi dell'isola di Alicudi, nelle Eolie. Questo spostamento suggerisce che il rilascio di energia stia interessando una fascia sottomarina piuttosto ampia, che collega idealmente il trapanese all'arcipelago eoliano.
Gli esperti sottolineano che attività di questo tipo sono coerenti con la natura geologica della Sicilia, situata in un punto di incontro cruciale tra placche tettoniche nel cuore del Mediterraneo. Lo sciame sismico delle ultime ore rappresenta un naturale, seppur inquietante, processo di riequilibrio delle forze profonde. Al momento la situazione resta sotto costante monitoraggio, mentre la costa occidentale siciliana ritrova lentamente la calma dopo una notte segnata dal respiro inquieto del mare.