Da Marsala alla Procura di Milano: Roberto Piscitello nominato Procuratore aggiunto

Magistrato dal 1995, Piscitello ha legato gran parte della sua carriera alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
18 Febbraio 2026 14:20
Da Marsala alla Procura di Milano: Roberto Piscitello nominato Procuratore aggiunto

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha ufficializzato una nomina di peso per uno degli uffici giudiziari più importanti d'Italia: Roberto Piscitello è il nuovo procuratore aggiunto di Milano. Attualmente in forza alla Procura di Marsala come sostituto, Piscitello approda nel capoluogo lombardo portando con sé un bagaglio investigativo di altissimo profilo, maturato in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata.

Magistrato dal 1995, Piscitello ha legato gran parte della sua carriera alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. In quegli anni è stato uno dei protagonisti delle indagini più delicate sulla rete di protezione dell’allora latitante Matteo Messina Denaro, coordinando dossier complessi in una fase cruciale per la ricerca del boss di Castelvetrano.

Oltre all'attività inquirente, il magistrato ha ricoperto ruoli istituzionali strategici, servendo come direttore generale dell’ufficio detenuti presso il DAP (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria). Dopo questa parentesi tecnica ai vertici del sistema carcerario, era tornato sul campo a Marsala, presidio sensibile per il monitoraggio delle dinamiche mafiose nel trapanese.

La nomina di Piscitello è giunta in una cornice istituzionale eccezionale. Alle ore 10:00 di questa mattina, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto il plenum del CSM, aprendo i lavori con la formula «Dichiaro aperta la seduta». Si è trattato di un evento definito dallo stesso Capo dello Stato «non consueto» per i lavori ordinari del Consiglio: è la prima volta, infatti, in undici anni di mandato che Mattarella prende parte a una seduta ordinaria.

La decisione di presenziare è maturata per sottolineare con forza il valore del ruolo di rilievo costituzionale dell'organo di autogoverno della magistratura e per fare argine agli attacchi scomposti e alle polemiche strumentali degli ultimi tempi. Mattarella ha ribadito che questa sede «rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica», un richiamo perentorio volto a placare le contrapposizioni in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.

Pur ammettendo che il CSM non sia esente da «difetti, lacune ed errori» e che le critiche siano pertanto legittime, il Capo dello Stato ha preteso che il confronto avvenga sempre all'interno di un alveo di correttezza istituzionale. Ha esortato alla fermezza nel rispetto reciproco, chiedendo in particolare alla politica di «abbassare i toni». 

Sono consapevole che non é consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio, che per quanto mi riguarda non si è mai verificata in 11 anni. Mi hanno indotto a questa decisione – ha affermato il Capo dello Stato – la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare – particolarmente da parte delle altre istituzioni – nei confronti di questa istituzione. Questa sede- ha aggiunto il Presidente Mattarella – rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica.

Il Csm, ha proseguito il Capo dello Stato, non è esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario.

Dopo l'intervento del Presidente, la seduta è proseguita con l'esame di diversi incarichi semidirettivi proposti dalla V Commissione e votati all’unanimità. 

Oltre alla nomina di Piscitello a Milano, il plenum ha vagliato profili di alto rilievo come quello di Antonio Balsamo, proposto per la presidenza della Corte d’Appello di Palermo, e altre figure chiave per le sedi di Trapani, Catanzaro e Brescia.

La partenza di Piscitello rappresenta una perdita significativa per la Procura di Marsala, che negli ultimi anni ha affrontato indagini delicate in un territorio che resta osservatorio sensibile sulla criminalità. Per Milano, si tratta di un innesto di grande esperienza Antimafia, capace di unire la profonda conoscenza del sistema penitenziario alla solidità investigativa di un magistrato cresciuto in territori di frontiera.

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