Messina Denaro: l'insegnante Floriana Calcagno rinviata a giudizio per favoreggiamento

La vicenda giudiziaria ha avuto inizio pochi giorni dopo l'arresto di Messina Denaro

Redazione Prima Pagina Marsala
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12 Febbraio 2026 18:12
Messina Denaro: l'insegnante Floriana Calcagno rinviata a giudizio per favoreggiamento

La complessa rete di coperture che ha garantito la trentennale latitanza di Matteo Messina Denaro segna un nuovo capitolo giudiziario. Floriana Calcagno, l'insegnante che ha intrattenuto una relazione sentimentale con il capomafia di Castelvetrano, è stata ufficialmente rinviata a giudizio. La decisione, arrivata su richiesta del sostituto procuratore Gianluca De Leo, fissa l'inizio del dibattimento per il prossimo 4 maggio, quando la donna dovrà rispondere dell'accusa di aver favorito e protetto la fuga del boss durante i suoi ultimi anni di libertà.

La vicenda ha avuto inizio pochi giorni dopo l'arresto di Messina Denaro avvenuto il 16 gennaio 2023. Il 21 gennaio, la Calcagno si presentò spontaneamente in Procura offrendo una ricostruzione che, fin da subito, è apparsa vacillante agli occhi dei magistrati. L'imputata dichiarò di aver conosciuto l'uomo nel 2022 presso un supermercato di Campobello di Mazara e di aver iniziato con lui una frequentazione senza mai sospettare la sua vera identità. Secondo il suo racconto, il latitante le si sarebbe presentato sotto il falso nome di Francesco Salsi, un medico anestesista in pensione alle prese con le cure per una grave patologia oncologica.

Questa tesi, basata sull'inconsapevolezza e sull'inganno subìto, è stata però smentita dalle indagini condotte dal Ros dei Carabinieri. Gli accertamenti tecnici e i pedinamenti elettronici hanno restituito un quadro molto più compromettente, delineando un ruolo attivo della donna nella gestione della sicurezza del boss.

Le immagini raccolte dalle telecamere di sorveglianza e le analisi investigative suggeriscono che il legame tra i due fosse radicato e consapevole. Secondo l'accusa, la professoressa avrebbe ospitato Messina Denaro nella propria casa al mare durante l'ultima fase della sua latitanza. Non si sarebbe trattato di una semplice convivenza domestica, ma di un vero e proprio supporto logistico finalizzato a eludere le forze dell'ordine.

Gli inquirenti hanno documentato episodi in cui l'insegnante, a bordo della propria auto, effettuava dei giri di ricognizione per verificare l'eventuale presenza di posti di blocco o controlli prima degli spostamenti del latitante. A questo si aggiungerebbe la consegna di pacchi e rifornimenti presso uno dei covi di Campobello di Mazara, attività che secondo la Procura dimostrerebbero la piena conoscenza del profilo criminale dell'uomo che aveva al fianco. 

Mentre la difesa continua a sostenere la tesi della buona fede, il processo dovrà ora stabilire se quella dell'insegnante sia stata una cecità sentimentale o una precisa scelta di complicità mafiosa.

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