Fermato l'aggressore di via della Libertà, ha problemi psichici

Arresto lampo grazie alle telecamere di sorveglianza

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
12 Febbraio 2026 21:37
Fermato l'aggressore di via della Libertà, ha problemi psichici

Il violento episodio che ha scosso il centro di Palermo nel pomeriggio di oggi ha già un volto. Grazie a un’operazione coordinata e tempestiva, gli agenti delle volanti hanno rintracciato e posto in stato di fermo l'uomo accusato di aver accoltellato Maria Luigia Anna Tricarico. La donna, 56 anni, è stata colpita alle spalle con un fendente mentre percorreva via della Libertà, in un tratto solitamente affollato e considerato sicuro.

La risoluzione del caso è arrivata grazie all'incrocio tra la tecnologia e l'esperienza sul campo. I poliziotti hanno analizzato con estrema rapidità le immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza della zona, riconoscendo nell'aggressore un soggetto già noto alle forze dell'ordine per gravi problematiche psichiatriche. L'uomo era infatti una presenza conosciuta tra via Libertà e via Raffaello Mondini, un dettaglio che ha permesso agli agenti di stringere il cerchio in tempi record e neutralizzare il pericolo.

Dal suo letto d'ospedale a Villa Sofia, dove rimane ricoverata in codice rosso, la vittima ha offerto una testimonianza lucida quanto drammatica. Ha raccontato agli inquirenti di non aver mai incrociato prima di quel momento il suo assalitore e di essere stata sorpresa alle spalle senza alcun preavviso o alterco. La donna era appena uscita da un parrucchiere situato di fronte a Villa Zito e stava camminando verso la propria vettura quando l'uomo l'ha colpita violentemente alla scapola, causando una ferita profonda che avrebbe interessato anche un polmone.

L'istinto di sopravvivenza della vittima è stato determinante: nonostante il dolore e lo shock, è riuscita a trascinarsi nuovamente all'interno del salone di bellezza per chiedere soccorso, mentre l'aggressore fuggiva a piedi facendo perdere inizialmente le proprie tracce. Il fermo, avvenuto poco dopo l’aggressione, chiude il cerchio sulla dinamica dei fatti ma lascia aperta la riflessione sulla sicurezza urbana e sulla gestione del disagio psichico. Al momento, l'assenza di un movente personale conferma l'ipotesi di un gesto folle e imprevedibile, nato esclusivamente dalle condizioni mentali del responsabile.

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